“Sull’origine delle favole, dei disegni e di altre piccole invenzioni”
Quando ancora non c’erano le macchine e i bimbi camminavano sempre in braccio alle mamme nacquero favole e disegni.
In quel tempo si viveva ancora in piccole grotte e Lucy, una delle mamme della piccola comunità disse: “Possibile che le mie bimbe non possano far altro che raccogliere fiorellini per intrecciare collanine e il mio pupetto non possa che correre di quà e di là? È bellissimo stare fuori a giocare ma sarebbe anche bello riuscire a trovare qualcosa che stimoli di più la vostra fantasia!”
I bimbi la guardarono curiosi: non dissero una parola ma fecero tutti di si con la testolina.
Mamma Lucy, forse per prima, prese un pezzetto di tronchetto bruciato dal fuoco e con questo carboncino iniziò a tracciare sulla parete rocciosa i contorni neri che formano il corpo enorme del mammuth e vicino tracciò le linee del corpo a strisce della zebra. Poi raccolse da terra alcune pietre, altre erbe accanto alla grotta e disse: “Ecco bambini, adesso strofinate pietre ed erbe sulla roccia e con questi colori mettete dentro i contorni gli animali che conoscete”.
Così, pur essendo la prima volta in tutta la storia dell’umanità, i bimbi e le bimbe capirono subito cosa fare: ricordavano molto bene sia il mammuth che la zebra ed iniziarono a colorare gli spazi: all’inizio alcuni coraggiosi uscivano dai bordi e quando accadeva alzavano gli occhietti e, se nessuno se ne accorgeva, sorridevano, poi col passare del tempo anche loro diventarono sempre più precisi, non tutti certo: qualcuno non riuscivano proprio a stare dentro i bordi ma in fondo non era poi così grave… – o no Cesco ?
”
E fu dunque per caso, come per molte altre cose, che nacquero i disegni.
La magia dei primi giorni si trasformò presto in un problema da risolvere: i bimbi, infatti, si divertivano così tanto a fare disegni e a colorarli che non volevano più andare a dormire.
Che picciolini! Ma in fondo è normale, no?
Quando il sogno più bello lo colori davanti ai tuoi occhi a che serve dormire per inseguirlo nel sonno?
E vero, però è anche molto importante che i bimbi dormano bene bene.
Così per evitare gli occhioni spalancati come quelli di chi non dorme mai, il papà pensò: “Devo inventarmi qualcosa di bello per far tornare ai bambini il desiderio di andare a dormire”
Dopo qualche giorno chiamò vicino a sè i bimbi, li mise sopra le sue grandi ginocchia: “Avete fatto tanti disegnini oggi?” – “Si, però disegnamo sempre le stesse cose, uffi! – “Beh ma allora voi non sapete dove si trovano tutte le cose che si possono disegnare?” – “No papà, dove?” – “In una favola, per esempio!” – “Una f a v o l a? Ma cos’è una favola papà?” – “E’ un racconto bellissimo che permette ai bambini di immaginare cose nuove! Ogni favola contiene tante di quelle cose! Questa sera, terminata la cena, preparatevi per andare a dormire e vi racconterò la prima favola che mi verrà in mente”.
I bimbi erano così curiosi di sentirla che quella sera, alle otto e mezza avevano già mangiato e lavato i dentini: corsero a sdraiarsi e subito dissero: “Papà! Ci racconti una Favolina? – E va bene, favolina!”, rispose e i bimbi sorrisero.
“Chiudete gli occhietti e immagnate… Ci sarà un giorno in cui… una ruota con i suoi raggi farà muovere un grande mulino e… un soldatino che ballerà con una ballerina vestita di rosa e… ancora una principessa che giocherà nel giardino del castello con il suo nuovo hula hoop e… un camione che trasporterà uno scavatore per costruire una casa grande grande…”
I bimbi rimasero con gli occhietti chiusi a sentire la “Favola delle invenzioni” e chi prima chi dopo si addormentarono tutti sognando: il giorno dopo si svegliarono riposati e con la testa piena di cose da disegnare. Erano davvero felici e contenti.
Da quel giorno, dopo aver giocato, colorato e fatto tanti disegni nei quali mettere personaggi, animali e altre cose che già conoscevano, ogni sera i bimbi correvano a fare rifornimento di nuovi personaggi e nuove cose dicendo al papà, alla mamma, ai nonni o ai poeti: “E va bene… favolina?”
- “E va bene, Favolina!
Si mettevano in braccio o sdraiati al calduccio o comodi nel pigiamino-lettino e chiudevano gli occhietti, pronti a scoprire nelle favole e nei sogni nuove magiche avventure, nuovi incredibili personaggi da disegnare e colorare nei giorni successivi.
E va bene… disegnino?
E va bene… favolina?
[R.M.]


