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Il 1848 è un anno molto complesso nella storia d’Italia e anche a Calmasino le cronache raccontano di un combattimento che, inaspettatamente, viene riportato nella sua drammaticità in questo disegno:

Combattimento di Calmasino – Nella mira di liberare e vettovagliare Peschiera, il Mares.llo Radetski addì 29 Maggio [etc.]. Carica dell’esercito piemontese nei pressi di un villaggio = Calmasino“- (stampa di traduzione post 1851 – ante 1855)”

[Maggiori informazioni sulla litografia conservata nel museo dei beni culturali di Agliè - Aosta: cliccare qui]

MATERIA E TECNICA
carta cina applicata/ litografia

ATTRIBUZIONI
Grimaldi, Stanislao (1825-1903): disegnatore
Bour, Charles (1814-1881): litografo

[riceviamo materiale di archivio, prezioso con il messaggio "Con i migliori auguri dell'ufficio storico dellesercito..." - Fonte, foto e materiali raccolti dall'amico Luca Quarti, Granatiere di Sardegna - anno xxxx ]

COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE

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UFFICIO STORICO

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=== RELAZIONI ===

RAPPORTI FINALI SULLA CAMPAGNA DEL 1848
nell’Alta Italia
VOLUME II
ROMA
LAB. TIP. DEL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE 1910
=== RELAZIONE CASSINIS === FANTERIA ===
[Pagina - 368]  — [FANTERIA] —
====I miei sono lietissimi dell’avuto onore, e tutti lo accompa-gnamo buon tratto coi sinceri e caldi evviva a lui ed all’ Italia; esso commosso si volge spesso a salutare. Fu una bellissima
mattinata per noi.
====14. Ricevo ordine di recarmi a Saline. L’assedio di Peschiera è incominciato.
====15 maggio, a Calmasino. — Si parte alle ore 9 e 3/4 (ndr: e tre quarti) per le Saline, passando per Sona, S. Giorgio (in Salici) e Sandrà : ivi dal generale SONNAZ sono avvisato che a vece delle Saline debbo prender posto a Calmasino, ove giungo alle 3 e 1/2 (ndr: e mezza).
[Pagina - 369] — [RELAZIONE CASSINIS] —
Questo piccolo paese è ben situato, e domina dalla chiesa i1 lago di Garda a un miglio, e Peschiera a sei miglia. Si traversò nel viaggio Castelnuovo, che ci commosse alle lagrime, presentandoci un orribile quadro di distruzione e le impronte della rabbia tedesca.
====16. — Si cambiano alcuni colpi fra i nostri coi pezzi d’assedio, piazzati a Cavalcaselle, Pacengo etc. e la piazza. La brigata Pinerolo tiene l’assedio, il genio e l’artiglieria lavorano incessantemente alle opere; S. A. il duca di Genova li dirige.
====17. — Si dànno molte disposizioni di barricate, di pattuglie notturne verso Bardolino, di rinforzi agli avamposti etc. etc. credendo probabile un attacco degli Austriaci, che in numero di due o tre mila stanno sui monti di Rivoli, Affi, etc. Forse ci assaliranno, mentre i nostri domani devono attaccare energicamente Peschiera — nulla però accade in tutto il giorno e nella notte.
====18. — Piove a dirotto da ieri notte. Alle 3 dopo mezzo-giorno ne pare risolutamente attaccata dai nostri la fortezza — i colpi si succedono spessissimi — non possiamo vedere che un immenso fuoco su vari punti, senza distinguere abbastanza le posizioni a cagione del tempo nebuloso ed oscuro.
====19. — In tutto il giorno non si ndì un colpo di cannone, e non sappiamo spiegare questo silenzio dopo il fuoco di ieri, che durò dalle 3 fino alle 8.
==== Fu uno sbaglio il nostro credendo dagl’infiniti colpi di ieri attaccata dai nostri la fortezza — il cannoneggiare non veniva che dalla piazza : sappiamo da un disertore croato essere quasi privo di viveri il nemico in Peschiera. Mi fu dolce l’aver novella del povero Costamagna. Esso non è morto, e fu preso prigioniero da quei di Peschiera la sera del 13 aprile e fu tradotto a Verona.
====20 maggio, a Calmasino. — Ancora una rettificazione del bombardamento di ieri l’altro. Veramente i nostri attaccarono vigorosamente la piazza. Si sa da un disertore, fuggito ieri di … [gira-pagina] … là, che il nostro cannone uccise 19 cannonieri e ferinne molti, avendo fatto scoppiare un cassone di polvere.
[Pagina - 370] — [FANTERIA] —
… là, che il nostro cannone uccise 19 cannonieri e ferinne molti, avendo fatto scoppiare un cassone di polvere.
Le pioggie di questi due giorni fecero grave danno alle nostre fresche opere di fortificazione d’assedio, ed è perciò che vi vorranno forse alcuni giorni per ritornare alla prova. Oggi visitai Lazise, piccolo paesello sul lago ; ameno e simpatico è il luogo e molto rassomigliante ai paesi della riviera di Genova.
====21 e 22. — Alle 7 del mattino [(21)] cominciò energicamente l’attacco di Peschiera, che senza interruzione segue sempre vivissimo come la difesa — noi qui dall’altura di Calmasino godiamo l’imponente spettacolo e contrasto della bellezza di un’amena vista sul lago, coll’orrore d’ un attacco e difesa così accaniti.
==== Ogni colpo cerca la distruzione e l’incendio, noi accompa-gnamo fremendo di speranza, con amore, il corso dei nostri proiettili, in ognuno cercando un effetto sterminatore, da ognuno attendendo la causa della resa della piazza. Dalle 8 di questa mattina (22, ore 3 e 1/2 [ndr:mezza]) le nostre bombe destarono un immenso incendio o in una caserma, o nel palazzo del governatore ; dalle 2 di quest’oggi levossene un altro più terribile ancora tra le caserme e la città, entrambi ognor più prendono forza, ed accrescono la sublime, benchè terribile, scena.
Dalle alture di Pacengo, Cavalcaselle, Ponti e Papa i nostri fulminano senza interruzione la piazza. Ieri 21 alle 2 e 1/2 [ndr:mezza] si dice i nostri abbiano fatto scoppiare una polveriera del forte Mandella, con grandi danni al nemico.
==== 23 maggio, a Calmasino. — Il cannoneggiare seguitò tutta notte e questo intero giorno. Verso le 6 e 1/2 [ndr:mezza] alle 7 e 1/2 [ndr:mezza] si fece poi così vivo, così accanito da una parte e dall’altra, che parve facessero entrambi gli ultimi e più disperati sforzi. Si sa che ieri notte tentarono una sortita dalla piazza con alcuni cannoni e 500 uomini, che fu subito respinta.
==== 24. — Oggi il cannone d’ambe le parti, benchè non inter-rotto lungamente, pure non parla sì spesso — ne pare aperta una breccia verso forte Salvi — verso le 6 e 1/2 [ndr:mezza] è destato un nuovo incendio. Quest’inerzia in cui siamo è cagione di non pochi disordini ne’ miei, che, mal soffrendo il divieto di allontanarsi … [gira-pagina] … dal paese, mancano spesso alla visita e vanno, malgrado gli ordini severi avuti, nei paesi circostanti.
[Pagina - 371] — [RELAZIONE CASSINIS] —
dal paese, mancano spesso alla visita e vanno, malgrado gli ordini severi avuti, nei paesi circostanti.
Il servizio delle guardie agli avamposti si fa male e non posso persuaderli che è grave mancanza lasciare il posto per venire in paese: le punizioni non servono che ad irritarli e se ne lagnano come di cosa cui, perchè studenti, non dovrebbero essere soggetti.
=== I miei tenenti Sacchini o Petrino, e il sottotenente Costa fanno con me ogni sforzo per ottenere, con la persuazione (ndr: persuasione) e col punto d’onore, ciò che mal si potrebbe col castigo; e se talora si lasciano trascorrere a qualche men pacata parola, gli studenti si dicono trattati come soldatacci, e peggio. La mag-giorità è buona però, ed io parlerò loro in modo che, spero, comprenderanno la sconvenienza di tali disordini.
==== 25 maggio, a Calmasino. — La scorsa notte fui risvegliato verso l’una e un quarto dopo mezzanotte da spessi colpi di canone e di moschetto. Alzatomi, mi recai cogli altri ufficiali sul piazzale della chiesa.
=== Sublime e terribile spettacolo era il vedere intorno alle mura di Peschiera un succedersi e scambiarsi spessissimo di fucilate e cannonate, senza che potessimo comprendere se ne fosse cagione una sortita del nemico, o un assalto dei nostri.
Ad aggiungere solennità ed orrore alla scena sorgeva oscurissima e tempestosa la volta del cielo, che, d’ogni intorno lampeggiando e tuonando, pareva rispondere alla rabbia e alla lotta degli uomini in terra. Durò un’ora incirca questo quadro, indi tutto ritornò silenzioso nella piazza, e il firmamento diè sfogo allora all’ira sua con tale un impeto di bufera, di pioggia, lampi e tuoni, che era un finimondo. . . . Chi sa se il genio d’Italia non abbia segnata questa notte, con la espugnazione di Peschiera, l’estremo fato della tirannide austriaca sulla sua terra diletta!
=== Verso la una e mezzo dopo mezzogiorno una bomba, scoppiata nel centro del paese, destò un grave incendio, che fu tosto seguito da un altro — li nostri cannoni pare abbiano aumentato di prestezza nel tirare — alle 3 e 1/2 [ndr:mezza] tutto tace e sulle 7 di sera samo ansiosissimi di sapere il motivo di questo strano silenzio e inaspettato — alle 7 e 1/2 [ndr:mezza], gli uomini giunti dai viveri a Pacengo assicurano essersi resa la piazza — alle 9 ricevo dal generale Federici (comandante la divisione di cui faccio parte) con altre … [gira-pagina] … carte, una relazione del generale Durando, che narra d’aver battuto il nemico al Caffaro e allo Stelvio — noi siamo lietissimi e facciamo evviva e brindisi all’Italia!!…
[Pagina - 372] — [FANTERIA] —
carte, una relazione del generale Durando, che narra d’aver battuto il nemico al Caffaro e allo Stelvio — noi siamo lietissimi e facciamo evviva e brindisi all’Italia!!…
=== 27 maggio, a Calmasino. — Questa mattina sappiamo che la piazza non si è rosa altrimenti, bensì le fu accordata una tregua fino alle 2 dopo mezzogiorno di quest’oggi, per decidere se voglia arrendersi uscendone la truppa disarmata, gli ufficiali con la spada, e tutti col giuramento di non combattere contro Italia per un anno; vedremo.
=== Sono le 9 di sera — non si adì più un colpo, e i nostri dei viveri ed altri renuti da Pacengo affermano che la piazza si è resa.
=== Ore 10 e 1/2 [ndr:mezza] di sera — Il cannone tuona a Peschiera e segue tutta notte; altro che rendersi!!! la sorpresa fu penosissima per noi, che più non potevamo dubitare che la piazza fosse nostra, e che ci eravamo addormentati con la gioia d’un nuovo e importante passo fatto verso la vittoria compiuta delle armi nostre.
=== 28. — Ecco la storia di Peschiera e spiegata la nostra sorpresa.
=== Venerdì mattina il maggiore dell’artiglieria cav. Della Marmora (dopo essersi da noi inalberata bandiera bianca) si recò a parlamento nella piazza e ad intimare la resa. Il comandante chiese ventiquatt’ore a pensarvi, nelle quali non si sarebbero continuati i lavori, nè da una parte, nè dall’altra. Ciò gli fu accordato.
=== Ieri alle 2 dopo mezzogiorno si portò a Cavalcaselle un maggiore croato a chiedere al duca di Genova altri quattro giorni di tregua, dopo i quali, se non giungeva soccorso alla piazza, essa avrebbe capitolato. Il duca gli rispose accordandogli due ore di tempo, dopo le quali sarebbe ricominciato il fuoco. Ma nello spazio di queste due ore giunse il Re a Caval-caselle, e mando di nuovo La Marmora a parlare con la piazza.
Si credette che avesse il Re accordato i quattro giorni, altri dicevano tre ; il Della Marmora ritornò dal Re, quindi di nuovo alla piazza, e il fatto fu che non si aggiustarono, poichè alle 10 e 1/2 [ndr:mezza] di sera si ricominciarono le ostilità.  Peschiera è ancora assai poco danneggiata, e i nostri lavori procedono assai lentamente.
[Pagina - 373] — [RELAZIONE CASSINIS] —
=== Ore 7 e 3/4 [ndr: tre quarti] di sera. — Siamo avvisati che Bardolino è attac-cato dal nemico, quindi che da Rivoli od Affi si avanzano, sulle alture di Cavajon (ndr: Cavaion veronese), forti colonne austriache con artiglieria.
=== 19 maggio, a Calmasino. Il nemico si vede chiaramente prepararsi a battaglia sulle alture di Cavajon. — La scorsa notte appiccarono il fuoco a due case di Bardolino. Noi dispo-niamo ogni cosa per difendere ; però non siamo che un battaglione di Piemonte e la mia compagnia.
Giunge il generale Federici, che io accompagno col maggiore di Piemonte a visi-tare le posizioni; io insisto per qualche rinforzo e artiglieria, con cui ci difenderemo certamente, per quanto si dica nume-roso il nemico. Esso promette tutto, e se ne va, e nulla ci manda…..
=== Ore 12 e 1/2 [ndr:mezza] — Il nemico si avanza in due fortissime colonne — l’una si dirige verso il piano di Bardolino, l’altra per le basse di Cavajon direttamente su noi. Arriva il generale Bes, che dà ottime disposizioni o riconosco il bisogno d’arti-glieria. I Tedeschi cominciano il fuoco coi cannoni da Cavajon, e spingono vigorosamente le loro colonne verso i due punti che abbracciano le varie alture da noi occupate. La nostra posizione è difficile, avuto riguardo al fortissimo numero d’uomini da cui ci vediamo attaccati e alle loro artiglierie, mentre noi non siamo che con le cinque suddette compagnie e senza artiglieria. Due battaglioni di Piemonte, venuti da Lazise, hanno giù al piano del lago impegnata la zuffa con la colonna disersa su Bardolino.
=== Ore 14 e 1/4 [ndr: un quarto]. — Noi siamo circondati veramente, e costretti ad abbandonare le tre importanti nostre prime posizioni; il [ndr:lo] facciamo però ordinatamente, prendendo tosto quella importan-tissima e forte dietro e sopra il paese, già prima concertata col maggiore e riconosciuta ottima. Il nemico avanza sempre baldanzoso con le sue artiglierie tormentandoci assai, occu-pando tutte le nostre posizioni e distendendo verso i monti cho circondano il paese. Noi, raccolti fortemente sulla nostra altura, rispondiamo bravamente d’ogni intorno, pronti a morir tutti piuttosto che lasciare ancora un palmo di terreno al nemico.
[Pagina - 374] — [FANTERIA] —
=== Ore 1 e 3/4 [ndr: tre quarti]. — Ci arriva un pezzo d’artiglieria. Evviva Italia!
Noi seguitiamo dalla magnifica nostra altura a fulminar d’ogni lato il nemico, mentre l’artiglieria improvvisamente apre il suo fuoco e vomita la sua mitraglia … Da questo punto è decisa la giornata! i Tedeschi s’arrestano storditi; noi ci gittiamo alacremente e di pien fronte su essi bersagliando, e gridando evviva Italia! e incalzandoli alla baionetta ; essi si dànno ad una fuga perfetta, e noi avanziamo sempre e ad ogni passo troviamo i cadaveri dei battuti nemici.
=== Ore 4. — Il nemico è in piena rotta; i miei, con vari volontariamente unitisi del reggimento Piemonte, incalzano, incalzano, e vanno a bersagliarlo fin sotto Cavajon, ove si rintana. Evviva Italia! verso le 6 e 1/2 [ndr: e mezza] ritorna l’ultimo mio pelottone, guidato dal bravo sottotenente Costa.
=== Moltissimi sono i morti del nemico che troviamo sparsi sul terreno, fra i quali un capitano, di cui ritengo la sciabola.
Onore a cui tocca – esso era un ottimo ufficiale, e morì per avere, fino all’ultimo momento, tentato di impedire la vile fuga dei suoi — io il [ndr: lo] feci segno al colpo d’ un mio bersagliere, mentre con ogni mezzo tratteneva i fuggiaschi.
=== Ore 7 e 1/2 [ndr:mezza] — Sappiamo che al piano, ove fu caldissima l’azione, riescirono [ndr: riuscirono] come noi vittoriosi i nostri, respingendo il nemico fin verso Garda. Le perdite del nemico sono grandissime.
=== Io non ho che due feriti, il volontario Pessati che riportò cinque non lievi ferite di mitraglia, e il Della Chiesa 1° — oggi è l’anniversario della battaglia di Legnano, 29 maggio 1176!!..
=== 30 maggio, a Calmasino. — Abbiamo migliori schiarimenti [ndr: chiarimenti] del fatto di ieri, che ci rallegrano veramente e ci fanno conoscere l’esito nostro doppiamente importante.
=== Mentre ci attaccavano con forze così superiori ai due punti di Calmasino e Lazise, uscivano dalla parte di Mantova, con immenso apparato di forze, Radetzky, d’Aspre e gli arciduchi — erano 12 o 15 mila. — Dopo aver essi, pur troppo [ndr: purtroppo], potuto battere i Toscani che non poterono essere soccorsi (speriamo però minore di quello ora si dice), si avanzarono verso Villafranca, Goito, Valeggio etc. Ora si comprende che, con tutta questa dimostrazione, il nemico volle trarre tutta l’attenzione … [gira-pagina] … della nostra linea da quella parte, ed attaccandoci nello stesso punto all’ estrema sinistra come fece, aprirsi un passaggio e soccorrere Peschiera e impadronirsi anche del nostro parco d’assedio.
[Pagina - 375] — [RELAZIONE CASSINIS] —
… della nostra linea da quella parte, ed attaccandoci nello stesso punto all’ estrema sinistra come fece, aprirsi un passaggio e soccorrere Peschiera e impadronirsi anche del nostro parco d’assedio.
=== Dio fu con noi ; che con tre soli battaglioni, una compagnia di bersaglieri e pochissima artiglieria, sostenemmo non solo l’impeto di cinque mila e più uomini della truppa migliore che s’abbiano come Ungheresi, Tirolesi, Jäger e artiglieria non poca, ma li battenmo compiutamente.
=== A Bardolino commisero le solite nefandità e barbarie inau-dite, uccidendo poveri vecchi e donne, rubando, incendiando e distruggendo ogni cosa. Profanarono in ogni modo la chiesa, rubando i vasi sacri e facendo finalmente orgia tedesca sugli altari. . . . .
=== Ora finalmente si bada all’importanza di questa nostra posizione, ed è fortificata di artiglieria e fanteria così, che nulla meglio si può desiderare che di rivedere il nemico alla rivincita.
Si calcolano a un centinaio li suoi morti, trovati sul terreno da noi e verso Lazise — molti carri di morti e feriti si ritirarono con esso.
=== Il generale Bes ha il merito intero della direzione di questo importantissimo fatto d’arme, ed oggi nelle nuove disposizioni di difesa si mostra buon strategico assai.
=== Le truppe mostraronsi ferme e coraggiose; i miei (tolti pochi e i soliti) fecero il loro dovere.
=== Verso sera il parroco di Cavajon discende dal paese e ci narra essere partiti affatto i Tedeschi e ritornati a Rivoli e Caprino. Quattro de’ loro ufficiali feriti morirono stanotte, contano dai 150 ai 200 tra morti e feriti. Perdettero il comandante in capo de’ Jäger.
=== Intanto si narra che nella dimostrazione della destra, composta di 6000 (ndr: seimila) uomini della guarnigione di Verona ed altrettanto di quella di Mantova, non lasciarono in questa ultima fortezza che 3000 (ndr: tremila) Ungheresi e che questi, riunitisi alla popola-zione, chiusero fuori e non permisero più agli usciti di rientrare; che questa mane (ndr: mattina) il duca di Savoia partiva con due brigate e cavalleria e artiglieria per batterli ed entrare in Mantova! Se ciò si avvera, io credo il fatto di ieri il più importante della campagna e di decisiva influenza sull’esito felice per noi della guerra.
[Pagina - 376] — [FANTERIA] —
=== 30 e 31 maggio, a Calmasino. — Peschiera è nostra!!! Ecco confermarsi la importanza della nostra vittoria del 29. Guai per noi se eravamo battuti: Peschiera era soccorsa, dalla destra s’investiva il nerbo delle nostre truppe, e avremmo avuto ancora un tempo immenso a perdere intorno a questa fortezza.
=== Una nuova vittoria è riportata dai nostri in Golto il 30.
Sappiamo che il coraggioso duca di Savoia vi fece prodigi; il fatto fu caldissimo e incalcolabili le perdite del nemico.
=== In mezzo a tanto gioie, ho i miei dolori in famiglia che non poco mi affliggono. Gli abusi e i disordini si fanno ogni dì più forti — ieri diedi un ordine del giorno … che doveva scuoterli e richiamarli al dovere, essi invece protestarono !!!… E pure non so pentirmi della via che presi per utilizzarli alla guerra che si combatte. Soffrirò io assai ancora, ma ad ogni modo ho fatto dei bravi che si battono bene; è gia questa una gran gioia per me, poichè posso presentarli come utili sostegni delle armi nostre, o ciò mi consolerà dei dolori che mi danno: spero però che la disciplina verrà finalmente compresa e al valore personale uniranno le altre qualità, che sole costituiscono il vero soldato.
=== 1° giugno, a Calmasino. — Visitai Peschiera. — Vengano qui i signori giornalisti e i chiacchieroni lombardi, e vedano se questa può dirsi una bicocca… Senza la mancanza dei viveri e la pochezza delle forze nemiche, io non so se avremmo potuto prenderla a forza prima di tre mesi, chè, aperta la breccia, il gittare il ponte e dar l’assalto era cosa difficile assai, essendo rapidissimo ivi il Mincio che co’ suoi due sbocchi dal lago rende fortissima questa piazza.
=== I danni al caseggiato furono assai gravi — le munizioni da guerra e i materiali d’artiglieria, di cui siamo padroni, si calcolano ad un valore di tre milioni.
=== 2 e 3. — Avutone ieri notte ordine, partiamo questa mane (ndr= mattina) alle 5 per Cavriana, passando per Peschiera, Pozzolengo etc.
=== La marcia, fatta in compagnia della brigata Piemonte e molta artiglieria, fu lunga e faticosa.
=== 4, a Cavriana. — Il generale BES mi annunzia la mia nomina a capitano. Le ricompense che io ho per quel poco che  … [gira-pagina] … faccio superano di gran lunga ogni merito che io potessi avere, chè tutto consiste nel fare il dover mio — Dio mi presti occa-sione a mostrare, alla bontà del mio Re e alla patria, che io non sono indegno degli onori che mi concedono !…
[Pagina - 377] — [RELAZIONE CASSINIS] —
… faccio superano di gran lunga ogni merito che io potessi avere, chè tutto consiste nel fare il dover mio — Dio mi presti occa-sione a mostrare, alla bontà del mio Re e alla patria, che io non sono indegno degli onori che mi concedono !…
Un ordine generale dispone un movimento generale delle truppe; noi ci rechiamo a Solferino con un battaglione e due pezzi d’artiglieria — si tende a dare una decisiva battaglia al nemico, che uscì in gran numero da Mantova e Verona ed occupa molti villaggi sulla linea del Mincio — l’ordine di Carlo Alberto e le sue parole all’esercito sono generose e forti — forse oggi si decide definitivamente la lotta.
=== Ore 6. — Il nemico evitò la pugna, e fuggì da ogni passo ritirandosi vilmente nelle fortezze di Mantova e Verona, lasciando ovunque le traccie del suo nemico passaggio con l’incendio, la distruzione, le rapine e la morto.
=== Si parte da Solferino per Valeggio, ove, dopo una lunghissima marcia con Piemonte, Casale e artiglieria, giungiamo alle 3 dopo mezzanotte per bivaccare in un solco.
=== Oggi non si poterono avere i viveri e difficilmente i nostri trovarono a comprarsi qualche cibo, per cui eccessiva fu la fatica di questo giorno. Io credo che il servizio di viveri potrebbe farsi assai meglio, e reputo non sufficienti tre soli luoghi di distribuzione pel trasporto su una linea così estesa.
=== 5 giugno, a Valeggio. — Il Re visita i feriti e li conforta con parole e soccorsi; mi si ordina per domani la partenza.
=== 6, a Cavalcaselle. — Con la brigata Piemonte e artiglieria giungiamo in Cavalcaselle, ove prendo alloggio, attendendo nuovi ordini.
=== 7, a Calmasino. — Riprendiamo le posizioni di Calmasino ove giungo alle 7 ore di questa mane [ndr: mattina] col 14° reggimento Pinerolo e tre pezzi d’artiglieria — Piemonte lega con noi dalla destra — le antiche nostre posizioni ora sono fortissime.
=== 8, — Il Re tiene consiglio in Peschiera coi suoi generali.
Pare vicino l’attacco di Rivoli.
….

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